Non è facile iniziare a scrivere da zero, di punto in bianco, senza neanche avere qualcuno di fronte a cui raccontare o spiegare qualcosa. Tanto meno immagino sia facile ascoltare o dar retta a qualcuno di cui non si conosce nulla, nè che faccia abbia nè che tipo di persona sia.
Dato il tema del Blog, ovvero la riscoperta della tecnologia “vintage”, si potrebbe pensare che io sia qualcuno che ha vissuto in pieno gli anni ’80 e che magari, colto da una forte folata di nostalgia ha deciso di aprire un sito in cui parla delle vecchie glorie che hanno segnato la sua infanzia. E invece, mi tocca sorprendervi, sono un ragazzo di 22 anni (almeno alla scrittura di questo articolo) innamorato di quella che è, per così dire, la tecnologia analogica che ha segnato tutta l’epoca che va dagli anni ’70 fino ai primi del 2000 e che cerca di riutilizzarla nella vita odierna.

Ma perchè, voi direte, ti ostini ad usare quegli oggetti obsoleti, ingombranti, che ormai sono stati sostituiti dal cellulare? Beh, proprio per questo! Il cellulare per come lo conosciamo oggi è entrato nella nostra vita da ormai tanti anni, con le sue mille funzionalità e infinite possibilità; ho solo vaghi ricordi di periodi della mia vita in cui avevo il permesso di usare il vecchio telefono di mio papà: un bellissimo Sony Ericson k750i.
Quel telefono era per me solo un collegamento essenziale per chiamare i miei genitori in caso mi fosse servito qualcosa quei pochi momenti che ero fuori casa da solo. Stop. Niente social, niente app superflue. Qualche brano che mi ero fatto passare tramite Bluetooth da qualche amico, la fotocamera per fare delle foto e alcuni giochini preinstallati a cui non avevo il permesso di giocare (ci giocavo comunque). In quel periodo lì il cellulare era per tutti sì un alleato molto utile, ma non indispensabile per come lo intendiamo oggi: devi fare un movimento bancario? Cellulare. Devi mostrare un documento? Cellulare. Hai voglia di conoscere persone nuove? Cellulare.
Vedo ormai la vita di molti orbitare attorno al telefono, quella di persone giovani e adulte. Ho deciso quindi di distaccarmi, regredire, involvere. Quello per cui oggi basta un “tap” sullo schermo, io decido di farlo in maniera più lenta, magari anche in maniera scomoda, ma reale e viva.

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